IN S. BAKHITA PROTEZIONE E PACE
Riconducono ai giubilei 2026 sia mariano che francescano
La solennità di s. Bakhita, celebrata lo scorso febbraio 2026, si è posta in continuità con l’anno giubilare, ed ha visto la coincidenza, nello stesso giorno, dell’apertura del giubileo mariano di Monte Berico per i 600 anni dalla prima apparizione. Il 10 gennaio si era aperto anche il giubileo francescano per gli 800 anni del transito di S. Francesco. Un invito esplicito a riscoprire in s. Bakhita il dono della protezione e della pace. Esperienza presentata da alcune testimonianze, seguite dai Vespri, durante il triduo.
Una coppia di sposi, partiti da Parigi in pellegrinaggio per Assisi, desideravano impetrare la pace della loro famiglia. Furono bloccati per i dolori improvvisi ai piedi della moglie. Invocarono s. Bakhita e fu loro concesso, non solo di giungere ad Assisi, ma di tornare a casa e constatare che si verificava la riconciliazione dei loro cari. Vollero concludere il loro pellegrinaggio a Schio per ringraziare s. Bakhita per l’accaduto.
Un’altra coppia di sposi, giunta da Finale Emilia, ha condiviso la chiamata ad intitolare a Bakhita un Bar, luogo in cui non c’è spazio per cose futili. Il volto di Bakhita accoglie i visitatori che là amano sostare ed anche studiare, per la pace che vi regna. Chi disturba si allontana spontaneamente, nel bar Bakhita ci si consiglia, aiuta, ristora e regna la pace tra le persone tanto diverse che lo frequentano.
Sorella Josephine Dusi, congolese, ha catturato la nostra attenzione con l’esperienza della protezione di s. Bakhita in terra d’Africa da lei stessa sperimentata, nella possibilità di mettere in salvo giovani novizie assediate dai ribelli, nel suo risvegliarsi quando la pensavano già morta, nel sostenere un popolo che più che sulle proprie soluzioni – per salvarsi e sopravvivere – può contare in quelle di Dio. E Bakhita, mai delude.
(Nella foto, vestita come s. Bakhita, sor. Josephine prepara messaggi per i presenti)
La terza sera del triduo la testimonianza ci è stata donata da un gruppo di camminatori partiti al mattino da Padova per fare, da Vicenza a Schio, il percorso della nostra consueta camminata di ottobre ed offrire i loro passi per Talitha kum, la rete internazionale anti-tratta della Chiesa. Le Suore Francescane con i poveri, giunte da Padova, hanno raccontato come si svolge il loro impegno di liberazione degli schiavi d’oggi che guardano a s. Bakhita come loro patrona. Ci hanno lasciato 5 lampade, da loro offerte a s. Bakhita in segno di comunione. Hanno partecipato all’eucarestia anche le giovani che avevano vissuto una settimana di convivenza con la comunità. Tempo di scoperta di una vita diversa, di gioia e di amizizia tra tutte.







La festa di s. Bakhita si è misurata con tanta intensità di attesa. Le s. Messe del Duomo del sabato e domenica sera sono state celebrate in santuario. Forte la presenza dei giovani la sera del sabato e quella dei bimbi e ragazzi alla Messa delle 9.30, tutte ricche di segni e di una coinvolgente preparazione di canti e di segni. La messa vespertina con la presenza delle autorità, presieduta da p. Francesco Vercellone, vicario generale dei p. Canossiani, ha visto la presenza internazionale di 12 sacerdoti oltre che a diversi ministranti. Due cori etnici: rumeno e ghanese, hanno animato la liturgia anche con la danza offertoriale.
Questa intensità spirituale si è avvertita anche il 13 febbraio nella presentazione del libro “Strade rotte” di Cristiana Venturi, introdotta da fratel Lino Breda e conclusa, da m. Daniela Balzarotti fdcc con la sua stessa testimonianza di accoglienza vissuta in Africa. Alla fine i presenti furono tutti coinvolti e ci si alzò spontaneamente in piedi per accompagnavano i canti con applausi. È stata una serata così coinvolgente e toccante che sarà difficile dimenticare.
Il concerto dei tre cori: Ges, Ingestibili e Pasubio, al Sacro Cuore, il 15 febbraio hanno confermato la partecipazione della città al programma per Bakhita e, non ultima, la cena del 28 febbraio che, di anno in anno, ci offre l’opportunità di crescere in amicizia tra chi desidera sostenere le iniziative promosse dall’Associazione Schio Sudan per la terra di Bakhita.
Ci è caro aggiungere che il “SOGNO DI BAKHITA” ovvero “la missione che ci ha consegnato”, ci sta facendo camminare su vie nuove. Ci siamo incontrati tra tutti coloro che a Schio promuovono iniziative in questo senso e ci siamo riconosciuti amici convocati dall’umile Madre Moretta per realizzare i suoi desideri di bene, di perdono dei nemici, di accoglienza, di pace. La protezione che ci ha donato in vita sembra indicarci di cercarla ora in Maria nel giubileo diocesano dei 600 anni dalla prima apparizione a Monte Berico. Non solo, anche il giubileo degli 800 anni dal transito di san Francesco ci parla ancora di pace! Bakhita ormai non aspetterà più di essere ricordata solo a febbraio, ci sono altri eventi in cantiere ed il teatro dell’Istituto canossiano, divenuto anche estensione della Chiesa negli ultimi eventi, continuerà ad esserlo… Si stanno aprendo vie nuove e spazi nuovi. Aiutiamo S. Bakhita ad essere sempre tra noi! Comunità Canossiana – S. Bakhita

AUDIO
Testimonianza sorella Josephine Dusi
Intervento di madre Daniela Balzarotti, superiora Figlie della Carità Canossiane di Schio
Intervento di Cristina Venturi, autrice del libro “Strade Rotte”
Intervento fratel Lino Breda
Intervento di Gianfranco Sartori, presidente associazione Bakhita Schio-Sudan
