PROTEZIONE SPERIMENTATA IN AFRICA
TESTIMONIANZA di sr. Josephine Dusi – 6 febbraio 2025
- Ringrazio per l’invito della comunità.
- La vita di Santa Giuseppina Bakhita è la realizzazione dell’immagine dataci proprio da Papa Francesco, cioè dei “santi della porta accanto”. Bakhita ha vissuto in modo straordinario l’ordinario nel quotidiano.
- Anche noi possiamo santificarci vivendo come lei il quotidiano con amore e con il cuore misericordioso che perdona ogni offesa, qualunque sia l’offensore, come fecce lei con i suoi rapitori: “Se incontrassi quei trafficanti di schiavi che mi hanno rapita, e anche quelli che mi hanno torturata, mi inginocchierei a baciare loro le mani, perché se non fosse accaduto ciò, non sarei ora cristiana e religiosa”. Questa è la forza del perdono.
- Santa Giuseppina Bakhita può proteggere tutti perché è stata lei stassa protetta da Dio che la destinava a cose meravigliose: “il Signore mi ha voluto tanto bene, sono passata in mezzo al fango, ma non mi sono imbrattata, per grazia di Dio sono sempre stata preservata, protetta da un Essere Superiore.”
- Tantissimi sono i segni della protezione ricevuta da santa Giuseppina Bakhita, ora ne racconto tre sperimentati in Africa.
Nel 1996, siamo scappate dallo Zaire attuale RDC. L’essere riuscite ad uscire è stato un vero miracolo di Santa Bakhita che avevano invocato:
- l’aereo inviato dall’Ambasciata dell’Italia in Uganda che ci ha raggiunto in un parco dove eravano nascoste,
- siamo entrate in Uganda senza passaporti;
- l’ambasciata del Congo in Uganda non aveva passatorti, e all’improviso arrivò un uomo con passaporti che corrispondevano al nostro numero, cosi siamo arrivate in Italia come rifugiati.
- Questa è stata la risposta di Bakhita alla nostra preghiera.
- Nel 2020, ho avuto la grazie di Santa Bakhita durante il covid, perché mi svegliai dall’incoscienza invocando santa Bakhita. Tutti all’ospedale dicevano che ero miracolata e ci credo fino ad oggi.
- In Sudan, in mezzo alla guerra civile che ancora continua, le nostre sorelle sono state protette dalla nostra sorella universale tramite l’aiuto di un uomo musulmano.
I segni della protezione della nostra Madre Moretta sono inumerevoli.
Ogni giorno prego santa Bakhita per tutti ma in modo particolare anche per la mia famiglia che si trova in Congo, in mezzo ai ribelli; sono sicura che lei li protegge e non perdo la speranza.
Chiediamo, dunque, alla nostra sorella universale di aiutarci ad essere per il nostro mondo fermento di pace e segno di speranza, secondo l’esortazione fatta da Papa Leone XIV ai consacrati lo scorso 2 febbraio, perché il mondo ha bisogno di una pace disarmata e disarmante. Grazie!

